Il progetto della demolizione nei territori dell’abusivismo

Data

8 Febbraio 2019
h. 9:30 - 18.00

Luogo

Politecnico di Milano, Auditorium
via Pascoli 53

Info

francesco.curci@polimi.it tamclab.wordpress.com

SEMINARIO

Ricostruire alleanze,
valori, paesaggi

La demolizione di un edificio abusivo non condonabile non è soltanto un’azione tesa a ricostituire condizioni di legalità, né può essere ridotta al mero ripristino dello stato dei luoghi. È soprattutto uno strumento di riorganizzazione territoriale, da impiegarsi con tensione progettuale per stabilire nuove alleanze tra amministratori e cittadini, riassegnare valore a patrimoni pubblici e privati, rendere più efficienti e sicuri insediamenti disordinati e male infrastrutturati.
L’efficacia di un piano di riforma delle urbanizzazioni abusive nel Mezzogiorno è legata – senza alternativa – alla capacità di concepire e gestire un diffuso progetto di demolizione entro tale accezione multidimensionale, mettendo anzitutto in luce il guadagno collettivo che da esso può derivare.
Sulla scorta delle ipotesi avanzate nel volume Territori dell’abusivismo. Un progetto per uscire dall’Italia dei condoni (Donzelli, 2017) il seminario riflette sul possibile ruolo della demolizione adottando un duplice registro. Da un lato esplora temi e prospettive d’innovazione progettuale a livello sociale, paesaggistico e ambientale; dall’altro mette a confronto esperienze concrete che hanno fatto i conti con i nodi della questione nei territori e dentro le istituzioni.

 

9:30–13:15
Introduzione di Federico Zanfi, Francesco Curci ed Enrico Formato (rete TAMC.lab)

Temi e prospettive
d’innovazione progettuale

Chiara Merlini (Politecnico di Milano) Un patrimonio eccedente, in declino e a rischio: la demolizione come progetto di riforma territoriale
Antonio Parisi (avvocato, Foro di Napoli) I margini d’azione nel quadro normativo attuale tra strumenti a disposizione e limiti
Laura Saija (Università di Catania) A condizione che sia esplicito il vantaggio  collettivo. Demolizione come strumento per costruire nuovi patti sociali
Marina Rigillo (Università Federico II di Napoli, partner del progetto REPAiR) Demolizione selettiva, riuso e riciclo
Giovanni Multari (Università Federico II di Napoli) Demolizione processuale, adattamenti e riduzioni: il caso del Villaggio Coppola


14:15–18:00
Nei territori, dentro le istituzioni

Angela Barbanente (Politecnico di Bari, ex Assessore all’assetto del territorio, Regione Puglia) Orientare le progettualità locali entro quadri territoriali e sostenerle con linee di finanziamento dedicate
Giuseppe Vitale (urbanista, funzionario prefettizio, Comune di Castelvetrano) Le demolizioni nell’insediamento informale di Triscina: indirizzi, strategie e azioni per il post-demolizione
Ennio Cillo (Procura generale della Repubblica, Lecce) Sul ruolo delle Procure: protocolli innovativi per la repressione dei reati urbanistico-edilizi
Rita Miglietta (architetto, ex Assessore all’urbanistica, Comune di Lecce) Creare le condizioni di agibilità sociale costruendo e alimentando nuove immagini del territorio condivise dalle comunità


Tavola rotonda conclusiva


Verso una nuova stagione di politiche e progetti per i territori dell’abusivismo
con Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), Nicola Martinelli (Politecnico di Bari) ed Edoardo Zanchini (Legambiente)

Organizzatori
Federico Zanfi, Francesco Curci, Arturo Lanzani

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Curci-2019-02-08-Il progetto della demolizione

Territori Fragili: Il rischio come occasione di cambiamento

Data

23 Novembre 2018
h. 14:00 - 17.30

Luogo

Biennale di Venezia, Arsenale, Tese dei Soppalchi

SEMINARIO

Il seminario Territori Fragili. Il rischio come occasione di cambiamento si svolgerà a Venezia nell’ambito dell’iniziativa Biennale Sessions durante la 16° Mostra Internazionale d’Architettura Freespace, curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara.

Il seminario propone un dibattito su alcuni temi di ricerca dei Territori fragili – Abbandono e spopolamento; Ricostruzione spaziale e sociale; Fragilità, resilienza, robustezza; ecc. – attraverso l’interlocuzione con testimoni d’eccellenza.

I Territori fragili in questione sono caratterizzati dalla necessità di innovarsi, di trovare un equilibrio tra tradizione e innovazione. La loro identità culturale è un complesso insieme di valori tangibili ed immateriali, che plasmano i paesaggi antropici, manutengono i paesi, tengono vive le reti sociali. L’esperienza della Strategia Nazionale per le Aree Interne ha riportato i territori al centro dell’attenzione; il Padiglione Italia, che ospita la mostra Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese, curata da Mario Cuccinella, ne ha illustrato le qualità spaziali e architettoniche anche contemporanee. Ma è il rischio il vero motore del loro cambiamento, cambiare è una necessità!

Rischio spopolamento, rischio idrogeologico, rischio catastrofi naturali, ecc. Di contro c’è la cura dei luoghi, le reti sociali, la qualità del paesaggio, la ricchezza del patrimonio e così via.

Questa nuova attenzione rivolta ai borghi, ai cammini, alla biodiversità e alle produzioni locali, alle ferrovie turistiche, all’architettura contemporanea che dialoga con la tradizione sarà al centro della discussione.

Ci saranno alcuni interventi di Testimoni d’eccellenza, scrittori ed architetti che si contraddistinguono per la loro sensibilità ed esperienza diretta dei temi trattati e, poi una tavola rotonda in cui docenti del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani si confronteranno con le Esperienze dai territori, stakeholders, che hanno dato vita ad iniziative innovative di successo per superare le fragilità territoriali.

 

Organizzato da:
Ilaria Valente, Emilia Corradi, Cassandra Cozza

 

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