L’Aquila, 11 anni dopo – esiti del seminario

La ricostruzione dell’Aquila dopo il sisma del 2009 ha rappresentato uno dei più grandi cantieri pubblici della storia del paese. Di questa grande mobilitazione di risorse oggi possiamo iniziare ad osservare gli esiti sia materiali sia immateriali.
È questo il quadro nel quale lo scorso 30 giugno si è tenuto il seminario, organizzato nell’ambito del progetto DAStU, Dipartimento di Eccellenza sulle Fragilità Territoriali dal titolo L’Aquila, 11 anni dopo: governance, politiche e patrimoni della ricostruzione […]

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Ricomporre i divari. Progetti e politiche territoriali contro le disuguaglianze

Organizzatori

Alessandro Coppola, Matteo Del Fabbro, Arturo Lanzani, Gloria Pessina e Federico Zanfi (DAStU, Politecnico di Milano)

DAStU-Dipartimento d’Eccellenza sulle Fragilità
territoriali 2018-2022 in collaborazione col Forum Disuguaglianze Diversità

Data

17-18 febbraio 2020

In un periodo in cui le disuguaglianze economiche e sociali hanno acquisito un’importanza primaria nell’agenda politica e nel dibattito scientifico internazionali, nel nostro paese il tema è stato affrontato e ha ricevuto un’attenzione speciale nelle iniziative del Forum Disuguaglianze Diversità. Il Forum è una rete di organizzazioni del terzo settore che promuove un dialogo con il mondo accademico al fine di mobilitare le ampie conoscenze scientifiche esistenti e metterle a servizio delle domande, intuizioni e ambizioni dei soggetti organizzati – da Legambiente alla Caritas – che si sono impegnati a costruire e portare all’attenzione del dibattito pubblico strade percorribili per ridurre le disuguaglianze economiche e sociali in Italia.

L’iniziativa del Forum si è di recente incontrata con il programma di ricerca “Fragilità Territoriali” promosso dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. Il programma ha portato al reclutamento di 16 assegnisti di ricerca ora attivi nello sviluppo di altrettante linee di ricerca trasversali e transdisciplinari consacrate a temi che vanno dalla segregazione residenziale alle politiche sui rischi ambientali.

È questo il quadro nel quale il DAStU ha promosso, in collaborazione con il Forum DD, una due giorni di riflessione e proposta tenutasi a Milano gli scorsi 17 e 18 febbraio. Gruppi di lavoro formati da oltre cinquanta esperti – studiosi di diversi atenei italiani, funzionari pubblici, esponenti di organizzazioni della società civile – si sono confrontati sul tema: “Ricomporre i divari. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze”.

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L’incontro ha cercato di mettere in evidenza il modo in cui i saperi e le dinamiche legate ai processi di sviluppo territoriale e alla progettazione dello spazio fisico possono contribuire alle proposte per la riduzione delle disuguaglianze. L’iniziativa si inscrive così in una tradizione di lungo periodo, quella dell’urbanistica europea, che si è posta non solo come strumento di gestione della crescita dell’urbanizzazione, ma anche come azione di riforma delle condizioni di vita urbane(consapevoli che oggi l’urbano è una condizione socialmente e spazialmente molto estesa).

I lavori della due giorni si sono organizzati intorno a quattro sessioni. La prima sessione ha svolto un ruolo di riflessione metodologica sulle tendenze e le rappresentazioni dei processi di differenziazione territoriale in Italia, focalizzando lo sguardo sulle periferie socio-spaziali emergenti – le periferie metropolitane, la terza Italia, le aree interne – a diverse scale e da diversi punti di vista, e ai loro intrecci con forme di disuguaglianza ambientale.

La seconda sessione – Abitare – si è invece concentrata sui temi dell’abitare e dei patrimoni abitativi con interventi che hanno riguardato la rigenerazione dello stock residenziale pubblico e privato, le politiche abitative e la fiscalità immobiliare, nonché di come le tante e significative politiche pubbliche che li riguardano possano essere orientate a obiettivi di giustizia sociale.

La terza sessione – Welfare – ha riguardato dinamiche e sfide delle politiche educative alla scala territoriale e il ruolo di altre reti e servizi di interesse collettivo, come le aree verdi urbane o le infrastrutture ferroviarie, che possono creare occasioni di coesione socio-territoriale o al contrario alimentare squilibri socio-economici tra territori.

La quarta sessione – Mobilità – ha proposto diversi sguardi sui fenomeni di pendolarismo, viaggio e spostamento a corto e lungo raggio che permeano la società contemporanea, mettendo in luce alcune forme di disuguaglianza sociale presenti in queste attività e offrendo spunti per una loro mitigazione.

Infine, il seminario si è concluso con una tavola rotonda che, sulla base dei report delle diverse sessioni a cura dei rispettivi coordinatori, ha visto un confronto fra Arturo Lanzani e Alessandro Balducci, entrambi del DAStU, Fabrizio Barca del Forum Disuguaglianze Diversità, e il Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano.

Gli orizzonti tematici che si delineano a valle del seminario suggeriscono numerose direzioni possibili per proseguire e dare forma al dialogo tra Forum DD e DAStU-Politecnico di Milano, sulla questione della riduzione delle disuguaglianze. È emerso il bisogno di mettere a fuoco nuove geografie del benessere e della povertà che si sovrappongono e complicano le faglie territoriali consolidate (ad esempio, il differenziale di sviluppo industriale tra Nord Italia e Mezzogiorno o il gradiente centro-periferia all’interno di singole città), anche nell’ottica di fornire alle politiche e ai programmi rinnovati riferimenti spaziali per la distribuzione dei fondi. Si è rilanciata la riflessione su uno schema spaziale del territorio nazionale, in assenza del quale le molte decisioni di assetto del territorio sono l’esito di autonomie funzionali senza un reale controllo democratico. È stata formulata una prospettiva secondo la quale è possibile ripartire dallo spazio fisico e dalle politiche urbanistiche per contribuire a proposte sulla riduzione delle disuguaglianze e alla promozione della giustizia socio-ambientale, invertendo la sequenza logica unidirezionale dominante

Sono state presentate alcune linee di intervento in corso di elaborazione che fanno tesoro di recenti esperienze come la Strategia Nazionale delle Aree Interne e il Piano Operativo Nazionale Città metropolitane, e potrebbero attrezzarsi per mettere a punto politiche place-sensitive. È stato toccato il tema di orientare il linguaggio delle rappresentazioni cartografiche e l’uso di indicatori e dati verso una maggiore condivisione. È stata indicata la necessità di rafforzare gli accordi di partenariato, di concepire gli appalti come strumento pubblico di stimolo agli operatori e di incentivo a soluzioni virtuose, e di migliorare i canali e le modalità di reclutamento delle risorse umane all’interno degli enti che definiscono e attuano politiche pubbliche.

Molti relatori hanno messo in agenda la questione della rendita immobiliare, in relazione alle politiche metropolitane di uso del suolo, alla revisione catastale come pre-condizione per una nuova fiscalità dei patrimoni edilizi e anche in relazione proprio al livello di disuguaglianza sociale.

Come si può vedere, si è trattato di una discussione molto densa e con un grande potenziale in termini di proposte e queste brevi note restituiscono solo in parte la a ricchezza del confronto, lo spessore dei singoli contributi e la complessità delle questioni affrontate. Egualmente siamo consapevoli che non tutti i temi rilevanti sono stati affrontati nel corso del seminario.

Ora, sulla base di quanto emerso e di ulteriori contributi sulle questioni che la riflessione non ha ancora raggiunto, il percorso continuerà con la formazione di gruppi di lavoro tematici impegnati nella formulazione di alcune proposte, affinché l’entusiasmo dimostrato nella due giorni al Politecnico di Milano “atterri” in proposte utili nell’ottica di ridurre le disuguaglianze in Italia.

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PROGRAMMA DELLE DUE GIORNATE
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 17 FEBBRAIO 2020

Introduzione degli organizzatori
Gabriele Pasqui (Direzione scientifica Dipartimento d’Eccellenza), Vittorio Cogliati Dezza e Sabina De Luca (Forum Disuguaglianze Diversità), Alessandro Coppola (Politecnico di Milano)
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PRIMA SESSIONE – PERIFERIE IN ITALIA: PROCESSI, GEOGRAFIE E RISPOSTA DELLE POLITICHE
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Geografie della fragilità e interventi di coesione – Paola Casavola (Dipartimento per le politiche di coesione)
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Le aree metropolitane – Alessandro Coppola, Gabriele Pasqui e Agostino Petrillo (Politecnico di Milano), Giovanni Laino (Università di Napoli Federico II)
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L’Italia di mezzo – Francesco Curci e Arturo Lanzani (Politecnico di Milano), Daniela De Leo (Università di Roma La Sapienza)
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 Le aree interne – Giovanni Carrosio (Università di Trieste), Alessandra De Renzis (Gran Sasso Science Institute), Laura Saija (Università di Catania)
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Rischi, conflitti e disuguaglianze ambientali – Gennaro Avallone (Università di Salerno), Salvo Torre (Università di Catania)
>> presentazione

Modera e conclude Angela Barbanente (Politecnico di Bari)

SECONDA SESSIONE – L’ABITARE
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Proprietà e domanda sociale di casa – Marianna Filandri e Giovanni Semi (Università di Torino)
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Riqualificare il patrimonio abitativo: gli obiettivi energetici e sociali – Gabriele Nanni ed Edoardo Zanchini (Legambiente), Silvia Erba e Lorenzo Pagliano (Politecnico di Milano)
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L’intervento sul patrimonio residenziale privato come strumento di attenuazione delle disuguaglianze Laura Daglio e Federico Zanfi (Politecnico di Milano), Antonio Perrone (Università di Palermo), Simone Rusci (Università di Pisa)
>> presentazione

Edilizia residenziale pubblica: un campo strategico tra case e città – Carlo Cellamare (Università di Roma La Sapienza), Francesca Cognetti e Stefano Guidarini (Politecnico di Milano), Elena Marchigiani (Università di Trieste)
>> presentazione

Modera e conclude Antonio De Rossi (Politecnico di Torino)

TERZA SESSIONE – IL WELFARE E LE RETI AMBIENTALI
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Produzione di valore e produzione di divari nell’economia fondamentale – Angelo Salento (Università̀ del Salento)
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Disuguaglianze nell’accesso alla scuola e azioni possibili – Carolina Pacchi e Costanzo Ranci (Politecnico di Milano)
>> presentazione

Scuole, servizi e territorio: geografie e processi di mutamento – Maria Raffaella Lamacchia (Regione Puglia), Daniela Luisi (rete Riabitare l’Italia), Cristiana Mattioli, Cristina Renzoni e Paola Savoldi (Politecnico di Milano)
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Parchi e reti ambientali tra benessere sociale e meccanismi di valorizzazione immobiliare – Lucina Caravaggi (Università di Roma La Sapienza), Antonio Longo (Politecnico di Milano)
>> presentazione

Modera e conclude Massimo Bricocoli (Politecnico di Milano)

QUARTA SESSIONE – LA MOBILITÀ
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Geografie della mobilità e disuguaglianze sociali – Matteo Colleoni (Università di Milano- Bicocca), Paola Pucci (Politecnico di Milano)
>> presentazione

Muoversi senza alta velocità – Ilario Abate Daga, Andrea Debernardi ed Emanuele Ferrara (META srl), Paolo Beria (Politecnico di Milano)
>> presentazione

Mobilità attiva, salute e inclusione sociale: verso un nuovo progetto di suolo – Lorenzo Fabian e Stefano Munarin (Università Iuav di Venezia), Paolo Gandolfi (Italian Cycling Embassy)
>> presentazione

Linee di mobilità lenta per riattivare territori marginali – Paolo Pileri (Politecnico di Milano)
>> presentazione

Modera e conclude Anna Donati (Kyoto Club)

SESSIONE CONCLUSIVA – PROPOSTE PER UN’AGENDA POSSIBILE
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Presentano gli esiti delle sessioni – Angela Barbanente (Politecnico di Bari), Massimo Bricocoli (Politecnico di Milano), Antonio De Rossi (Politecnico di Torino), Anna Donati (Kyoto Club)

Discutono – Alessandro Balducci (Politecnico di Milano), Fabrizio Barca (Forum Disuguaglianze Diversità), Giuseppe Provenzano (Ministro per il Sud e la Coesione territoriale)

Modera Arturo Lanzani (Politecnico di Milano)

Infrastrutture e attrezzature

Nella primavera del 2018 abbiamo avviato un processo trasversale ai 5+1 laboratori del dipartimento e ai gruppi di ricerca impegnati nelle attività del progetto.

La sfida è stata quella di mettere a sistema le risorse presenti, puntando al loro completamento e aggiornamento, per definire successivamente le nuove attrezzature da acquistare.

La prima lista di attrezzature prevede una pianificazione degli acquisti su più anni: il primo anno la cifra totale è di euro 286.571, due attrezzature di valore superiore ai 40.000 sono state inserite nella pianificazione biennale degli acquisti di Ateneo e sono nei mesi correnti oggetto di gara.

Una seconda lista riguardante le esigenze di attrezzature raccolte tra gli assegnisti di ricerca (hardware, software, banche dati, strumenti di rilevazione fotografica e di archiviazione di documenti), discusse e valutate con un team di tecnici del dipartimento, è stata deliberata in CdD del 14 marzo 2019.

Termocamera FLIR Serie T1020
Termocamera FLIR Serie T1020 Laboratorio LADC

(+softwares per l’elaborazione dei dati)
Sensore: IR 1024×768 (786.432 pixel di misura)
– obiettivo: 28° (36 mm)
– grandangolo: 45° (21,2 mm)

Campi di applicazioneacquisizione di dati termici ad alta precisione per l’individuazione di squilibri termici nel settore dell’edilizia: a scala dell’edificio e della città, individuazione di dispersioni energetiche, individuazione di impianti (elettrici, di riscaldamento ecc.), individuazione di fenomeni legati all’acqua (umidità da risalita, infiltrazioni, pioggia ecc.) individuazione della tessitura muraria a di sotto dello strato di intonaco.

videoscopio IPLEX
videoscopio IPLEX GX Olympus LaboratorioLADC

Lunghezza delle sonde: 2,0 m e 7,5 m – diametro 6 mm

Campi di applicazioneacquisizione di immagini fotografiche e video di ambienti confinati dove l’accesso è impedito per motivi di ridotta dimensione: individuazione della tessitura muraria di murature, ispezioni di condotti, del percorso di canne fumarie, cunicoli, camini, pozzi ecc.

Laser scanner terrestre FARO FOCUS S350
Laser Scanner terrestre FARO FOCUS S350
Laboratorio TeCMArcH

 (+ softwares per l’elaborazione dei dati)
Portata > 300 m;
Velocità di scansione superiore a 950.000 pti/sec
Tolleranza sulla distanza +/- 1 mm a 10m
Laser di Classe 1.

Campi di applicazionerilievo architettonico, archeologico, urbano e territoriale, rilievo diagnostico e monitoraggio alle diverse scale, modellazione tridimensionale.

NVIVO Software analisi qualitativa

Versione 12 Plus (Windows)
Licenza accademica perpetua

Campi di applicazione: analisi dati qualitativa di testi (tipicamente trascrizioni di interviste) ed elementi multimediali, attraverso operazioni di coding, che permettono di organizzare in modo strutturato e coerente l’identificazione di elementi chiavi a dimostrazione di tesi di ricerca.

HTC Vive Pro - VISORE VR IMMERSIVO

Campi di applicazionesimulazione immersiva realistica di condizioni ante operam e post operam di progetti architettonici e urbani per la valutazione delle trasformazioni e degli impatti relativi. Compreso sistema WiFi per il libero movimento in un ambiente senza cablaggio.

Microsoft Surface Book 2 LAPTOP

Campi di applicazionecomputer di supporto alla gestione delle simulazioni 3D complesse e interazione realtime con ambientazioni in Virtual Reality. Annotazioni di lavoro e gestione file.

Go Pro HERO7 Black Macchina fotografica

Campi di applicazione: fotografie e riprese dello stato di fatto in situazioni anche dinamiche e in luoghi di difficile accessibilità, con efficienza nel mantenimento della qualità video-audio.

Fragilità territoriale

In termini generali la fragilità consiste nella predisposizione di un oggetto o di una situazione a mutare il proprio stato in modo radicale a seguito di eventi inattesi accidentali. Essa può essere intesa in (almeno) tre accezioni.

In un primo caso la fragilità è una caratteristica costitutiva dell’oggetto o della situazione ed è da intendersi come uno stato originario che, se naturale, può essere o non essere compatibile con l’azione umana e, se artificiale, può essere esito di una azione di progettazione, consapevolmente o meno.

In un secondo caso, lo stato di fragilità è uno stato insorgente, essendo l’esito di un processo di allontanamento da uno stato di equilibrio e resistenza, che comporta l’affermarsi di uno stato di degrado.

Infine, lo stato di fragilità può essere l’esito dell’interruzione di un processo evolutivo di consolidamento, che riduce l’efficacia di trasformazioni in corso che non hanno ancora raggiunto uno stato di equilibrio, al quale contribuisce un’altra fragilità: quella dei dispositivi di trasformazione (piani, progetti, regole, politiche).

Il progetto del Dipartimento si propone di leggere e trattare la fragilità territoriale secondo queste diverse interpretazioni, a partire dal riconoscimento della centralità del tema per il nostro Paese e a scala globale.